18-19 NOVEMBRE 2013
LE VOCI DI DENTRO
DI EDUARDO DE FILIPPO
PARTNER EVENTO /   

PRESENTAZIONE

LE VOCI DI DENTRO

di Eduardo De Filippo

con Toni Servillo, Peppe Servillo, Gigio Morra, Betti Pedrazzi


scene di Lino Fiorito

luci di Cesare Accetta

costumi Ortensia De Francesco

suono di Daghi Rondanini

regia di Toni Servillo
aiuto regia di Costanza Boccardi

 

Teatri Uniti / Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa / Teatro di Roma

anteprima al Théâtre du Gymnase di Marsiglia Capitale Europea della Cultura 2013

 

 

 

L’omaggio a Eduardo prosegue con “lo spettacolo” per eccellenza del 2013 teatrale. Una nuova, geniale rilettura, fra sogno e realtà, de Le voci di dentro firmata da Toni Servillo, “magnifico protagonista – scrive Magda Poli sul Corriere della Sera – con il bravissimo fratello Peppe (fratelli anche nella finzione scenica e impegnati in duetti mirabili)”. Tanto che un altro autorevole quotidiano, La Stampa, ha titolato la recensione di Masolino D’Amico, “I Servillo come i De Filippo”.

 

 

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Dopo la lunga tournée internazionale della Trilogia della villeggiatura di Goldoni, Toni Servilo torna alla lavoro sulla drammaturgia napoletana e in particolare all’amato Eduardo, a dieci anni di distanza dal successo di Sabato domenica e lunedì.

“Eduardo De Filippo – dice -  è il più straordinario e forse l’ultimo rappresentante di una drammaturgia contemporanea popolare, dopo di lui il prevalere dell’aspetto formale ha allontanato sempre più il teatro da una dimensione autenticamente popolare. E’ inoltre l’autore italiano che con maggior efficacia, all’interno del suo meccanismo drammaturgico, favorisce l’incontro e non la separazione tra testo e messa in scena. Affrontare le sue opere significa insinuarsi in quell’equilibrio instabile tra scrittura e oralità che rende ambiguo e sempre sorprendente il suo teatro. Seguendo il suo insegnamento cerco nel mio lavoro di non far mai prevalere il testo sull’interpretazione, l’interpretazione sul testo, la regia sul testo e sull’interpretazione. Il profondo spazio silenzioso che c’è fra il testo, gli interpreti ed il pubblico va riempito di senso sera per sera sul palcoscenico, replica dopo replica.”

 

Le voci di dentro – continua Toni Servillo - è la commedia dove Eduardo, pur mantenendo un’atmosfera sospesa fra realtà e illusione, rimesta con più decisione e approfondimento nella cattiva coscienza dei suoi personaggi, e quindi dello stesso  pubblico. L’assassinio di un amico, sognato dal protagonista Alberto Saporito, che poi lo crede realmente commesso dalla famiglia dei suoi vicini di casa, mette in moto oscuri meccanismi di sospetti e delazioni. Si arriva ad una vera e propria “atomizzazione della coscienza sporca”, di cui Alberto Saporito si sente testimone al tempo stesso tragicamente complice, nell’impossibilitò di far nulla per redimersi. Eduardo scrive questa commedia sulle macerie della seconda guerra mondiale, ritraendo con acutezza una caduta di valori che avrebbe contraddistinto la società, non solo italiana, per i decenni a venire. E ancora oggi sembra che Alberto Saporito, personaggio-uomo, scenda dal palcoscenico per avvicinarsi allo spettatore dicendogli che la vicenda che si sta narrando lo riguarda, perché siamo tutti vittime, travolte dall’indifferenza, di un altro dopoguerra morale.”

 

 

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“In cinque commedie – scrive Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro di Milano,  nel programma di sala dello spettacolo, curato da Gianfranco Capitta - si può trovare la storia dell’umanità”, scriveva Eduardo parlando della riflessione sulla condizione umana nell’Italia post bellica avviata con Napoli milionaria!, proseguita con Filumena Marturano, Le bugie con le gambe lunghe, Questi fantasmi! e compiuta con Le voci di dentro. Non a caso, quest’ultimo testo si conclude con l’afasia: al punto in cui siamo arrivati, dice Eduardo attraverso il geniale personaggio di Zi’ Nicola, parlare non è più possibile. E di Zi’ Nicola si sente la voce solo quando invoca un po’ di silenzio. Già alla lettura, Le voci di dentro non lascia via di scampo. Eduardo scrisse la commedia di getto, nel 1948. Un anno prima, nel 1947, nasceva a Milano il Piccolo Teatro; nel 1946 Arturo Toscanini tornava in Italia, dopo i lunghi anni dell’esilio americano, per riaprire la Scala, ma anche per votare a favore della Repubblica. Eduardo aveva visto oltre, aveva guardato a quella natura umana che da sempre vivisezionava con amarezza, intuendo che, dietro l’euforia della ricostruzione e poi del boom economico, covava una nuova forma di distruzione delle relazioni umane, una nuova cattiveria.

 

Perché, con Toni Servillo, con Teatri Uniti e il Teatro di Roma, abbiamo condiviso la “necessità” di portare in scena oggi Le voci di dentro? Nuove sono le macerie che ci circondano, forse meno tangibili, ma più profonde. Nessuno è incolpevole, secondo Eduardo: siete tutti assassini, dice, e anch’io non sfuggo a questa disumanità. Alberto Saporito, il protagonista, senza esito, invoca chiarezza, parole che facciano uscire dall’oscurità divenuta mostruosamente normale: un assassinio lo avete messo nelle cose normali di tutti i giorni, dice al termine della commedia. Non è lontano dal Giovanni Ernani/Toni Servillo del film Viva la libertà: io sono qui per far sì che domani non si dica i tempi erano oscuri perché loro hanno taciuto. Occorrono parole chiare. Dobbiamo ridare senso alle parole, per ricostruire rapporti umani distrutti da ipocrisie ed egoismi.

 

È inutile parlare quando nessuno ascolta, diceva l’Eduardo più amaro scrivendo Le voci di dentro. Ma sentiva il bisogno insopprimibile di raccontare questo sconcerto con le chiare, dure parole del teatro. Non c’è contraddizione: anzi, capiamo quanto profondo sia il senso di “teatro popolare” per Eduardo, quel teatro magico ed esterrefatto – ci ricorda Servillo con parole di Cesare Garboli -, dove il nonsenso e gli spettri sono di casa né più né meno del maccherone riscaldato o del ferro da stiro. Un teatro popolare che irrompe con amarezza e nobiltà nel sonno finale di Carlo Saporito, nel sonno delle coscienze.  Con Toni Servillo abbiamo voluto far ascoltare queste Voci di dentro, ora, in Italia e nel mondo.

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