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LE CONVERSAZIONI DI ANNA K.

Giuliana Lojodice

testo e regia di Ugo Chiti

liberamente ispirato a La metamorfosi di Franz Kafka con Giuliana Lojodice, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Alessio Venturini scene di Daniele Spisa costumi di Giuliana Colzi luci di Marco Messeri musica originale e adattamento di Vanni Cassori e Jonathan Chiti

Teatro Eliseo - Arca Azzurra Teatro

ESCLUSIVA REGIONALE

Testo vincitore del 49° Premio Riccione per il Teatro
Premi migliore attrice protagonista:
- Gli Olimpici di Vicenza 2009
- Premio Persefone 2009

“Ugo Chiti affronta il mondo di Kafka e, con stile personale e una struttura impeccabile, ci rende nuova la Metamorfosi, ribaltandone il punto di vista e creando una straordinaria figura femminile nella protagonista Anna K., che nel racconto originale compare solo di straforo. Qui viene rigenerata da trasandata donna delle pulizie a una sorta di badante che, con la sua presenza esterna ma straordinariamente umana, sa ricondurre anche la diversità più mostruosa alla consapevolezza che la vera diversità consiste nell’essere esclusi dai sentimenti. E il suo orrore si allarga, uscendo dalla stanza di Gregor Samsa per invadere una periferia che sa di minestrone e di corpi sudati”.
Così si è espressa la giuria del 49° Premio Riccione per il Teatro sulle Conversazioni di Anna K., che attingono alla “Metamorfosi” senza voler essere l’adattamento teatrale di uno dei più perfetti ed emblematici racconti del Novecento.
“Anna K., che da figura marginale assume un ruolo di protagonista – scrive Chiti - inizialmente mostra un carattere loquace, pieno di buona volontà, da donnetta curiosa che gradualmente lascia intravedere un cuore ruvido e semplice, segnato da molte ferite.
In casa Samsa non si limita a un’energica e fattiva assistenza. Cambia le prospettive più private del racconto, si muove in quelle più dimesse e quotidiane, attivando i personaggi. Nello stesso tempo interagisce con le traiettorie e le dinamiche del racconto con una personale affettività. Attraverso Anna le scene assenti o appena “ascoltate” passano in primo piano, diventano materia drammaturgica autonoma ma non estranea al racconto. Anna K., con la sua tenera e riduttiva visione del vivere, diviene così sguardo amoroso, giaculatoria affettuosa che commenta e accompagna la tragedia di ogni diversità, come la condizione estrema del vivere accanto al dolore”.

freccia teatro Eliseo. Il sito