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Ascanio Celestini
Laika

con Ascanio Celestini

e Gianluca Vasadei alla fisarmonica

e la voce fuori campo di Alba Rohrwacher


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Sala Grande

martedì 13/12/2016
ore 20:45

Vendita biglietti da:
lunedì 14/11/2016


NOTE DI REGIA

Un Gesù improbabile si confronta coi propri dubbi e le proprie paure. Vive chiuso in un appartamento di qualche periferia. Dalla sua finestra si vede il parcheggio di un supermercato e il barbone che di giorno chiede l’elemosina e di notte dorme tra i cartoni. Con Cristo c’è Pietro che passa gran parte del tempo fuori di casa ad operare concretamente nel mondo: fa la spesa, compra pezzi di ricambio per riparare lo scaldabagno, si arrangia a fare piccoli lavori saltuari per guadagnare qualcosa. Questa volta Cristo non si è incarnato per redimere l’umanità, ma solo per osservarla e gli ha messo accanto uno dei dodici apostoli come sostegno. Il vero nome di Pietro è Simone. La radice ebraica shama significa ascoltare. Dunque Simon Pietro è colui che ascolta. È anche un uomo del popolo che non capisce bene ciò che gli sta accadendo, è spesso affrettato nelle reazioni. I Vangeli ce lo mostrano quando corre verso Cristo che cammina sulle acque per poi finire tra le onde. Ma è anche il più materiale, per ciò è chiamato Kefa che in aramaico significa pietra: è lui che paga il tributo, lui che rinnega tre volte, lui che darà vita alla Chiesa.

Nell’appartamento questo Cristo contemporaneo non vuole che entri nessun altro, ma è interessato a ciò che accade fuori. Soprattutto vuole sapere del barbone, non per salvarlo dalla sua povertà, ma per fargliela vivere allegramente. Come se il mondo fosse il parcheggio davanti alla sua finestra. Il mondo in mille metri quadrati di asfalto osservati da un paradiso-monolocale pochi metri al di sopra. Il barbone è un nordafricano scappato dal proprio paese. Anche la scena è scarna e senza gli oggetti che siamo abituati a vedere in un appartamento. La cecità del personaggio è una cecità psichica che secondo William James “consiste non tanto nell’insensibilità alle impressioni ottiche, quanto nell’incapacità di comprenderle”. Insomma non il Cristo che è vero Dio e vero uomo, ma un essere umanissimo fatto di carne, sangue e parole. Non sappiamo se si tratta davvero del figlio di Dio o di uno schizofrenico che crede di esserlo, ma se il creatore si incarnasse per redimere gli uomini condividendo la loro umanità (e dunque anche il dolore), questa incarnazione moderna non potrebbe non includere anche le paure e i dubbi del tempo presente.

 

CONCLUSIONE Con la crisi delle ideologie nate dall’illuminismo e concretizzatesi soprattutto nel ‘900 anche le religioni (in quanto visioni totalizzanti e dunque ideologiche) hanno subito un contraccolpo. L’ebraismo ha trovato una patria mescolando le incertezze religiose alle certezze nazionaliste, anche l’islamismo è diventata una religione di lotta e di governo, mentre il cristianesimo si trova a vivere la sua fase più contraddittoria con due Papi viventi uno accanto all’altro, ma con due volti contrastanti: il rigido teologo e il prete di strada. A distanza di un paio di millenni ci troviamo ora a rivivere le incertezze del cristianesimo delle origini, frutto dell’ebraismo e seme dell’islam. Queste incertezze vorrei che passassero in maniera obbligatoriamente grottesca e ironica nel personaggio che porterò in scena: un povero Cristo che può agire nel mondo solo come essere umano tra gli esseri umani. Uno che sente la responsabilità, ma anche il peso di essere solo sul cuor della terra: vuoi vedere che la trinità è una balla e alla fine salterà fuori che Dio sono soltanto io?

 

Ascanio Celestini

 

LA RECENSIONE

 

La poesia urbana, il quotidiano frammentario, le pillole lanciate nello stagno e frullate. L’amalgama celestiniana raggiunge in Laika un passaggio superiore, più alto, verticale, e allo stesso tempo più intimo, nel profondo. Sale e scava. Missile e trivella. Ci porta lontano e ci dà una vanga per zappare sotto i nostri piedi a cercare la tomba più che il petrolio. Di prezioso la vita ha la vita stessa. Solo questo. Può essere l’infinito, può essere condanna o salvezza. In questo passaggio di ascese e discese, di vette e abissi, il magma dell’uomo nel suo habitat di cemento e infelicità, palazzoni e giardini brulli, di finestre tutte uguali e morti in fondo al mare, di lavoro che non c’è e di benessere urlato dalla tv perennemente accesa su qualcosa di lontano e sorridente e felice e irraggiungibile. Una famiglia strampalata, e allargata, che dalle Sacre Scritture, arriva, finalmente, nuovamente, sulla Terra. Una famiglia formata da una prostituta, un cieco, un’anziana con l’Alzheimer, un africano clochard. La Storia è la summa delle storie minime di noi altri, molte formiche, poche cicale. (…)

 

Tommaso Chimenti, Il fatto quotidiano

 



BIGLIETTI

STORYTELLERS:  

InteroRidotto*Studenti**
tutti i settori€ 15,00€ 12,00€ 12,00


* Le riduzioni sono riconosciute ai pensionati e alle casalinghe con più di 65 anni muniti di idoneo documento.
** Lo speciale studenti è riservato agli studenti fino ai 25 anni muniti di idoneo documento e ai giovani dai 14 fino ai 30 anni residenti a Pordenone possessori di "Carta Pass giovani" del Comune di Pordenone, che potranno acquistare biglietti per gli spettacoli della stagione 2016-17 a tariffa agevolata Studenti. I possessori di "Card Giovani" dovranno esibirla unitamente al biglietto acquistato.