DOMANI, SABATO 25 GENNAIO (ORE 20.30), UN NUOVO APPUNTAMENTO AL TEATRO VERDI DI PORDENONE CON IL PERCORSO “TRA LETTERATURA E TEATRO”

“FEDELI D’AMORE” polittico in sette quadri per Dante Alighieri di Marco Martinelli

Comunicato stampa

 

 

PORDENONE – Un nuovo appuntamento al Verdi di Pordenone con la rassegna “Tra Letteratura e Teatro”, il percorso firmato dal teatro con la sua consulente per la prosa Natalia Di Iorio, che dall’inizio della Stagione sta proponendo una serie di appuntamenti tra riletture di romanzi cult e ricognizioni nella poesia. Dopo il successo dei primi appuntamenti in cartellone, tra un’inedita e onirica biografia di Pasolini e un’intensa prova d’attore su Steinbeck, la rassegna - realizzata con la collaborazione della Fondazione Pordenonelegge, la media partnership di Radio Rai3 e la collaborazione di Fondazione Friuli – presenta domani, sabato 25 gennaio (ore 20.30), il trittico in sette quadri che il regista Marco Martinelli dedica a Dante Alighieri,Fedeli d’Amore”, con la straordinaria interpretazione in scena di Ermanna Montanari, che con Martinelli firma anche la regia.

Quasi ad anticipare le celebrazioni del prossimo anno per la ricorrenza dei 700 anni dalla morte del sommo poeta, questa produzione del Teatro delle Albe con il Teatro Alighieri di Ravenna porta il segno della scrittura ‘corsara’ di Marco Martinelli, capace di intrecciare l’intimo e il politico, psiche e mondo. Tra alchimie sonore e visive, l’indiscussa protagonista è la proprio la voce di Ermanna Montanari che regala una partitura sonora modulata con stupefacente bravura.

A parlare agli spettatori, nei singoli quadri, sono voci diverse: la nebbia di un’alba del 1321, il demone della fossa dove sono puniti i mercanti di morte, un asino che ha trasportato il poeta nel suo ultimo viaggio, il diavoletto del ‘rabbuffo’ che scatena le risse attorno al denaro, l’Italia che scalcia sé stessa, Antonia figlia dell’Alighieri e «una fine che non è una fine». Queste voci ci parlano del profugo, del poeta fuggito dalla sua città che lo ha condannato al rogo e ora è sul letto di morte in esilio, a Ravenna, in preda a febbre malarica. La nebbia per prima si infila nelle fessure delle finestre, entra in quella cameretta e ce lo descrive sulla soglia del passaggio estremo. Quelle voci sono sospese tra il Trecento e il nostro presente e la scrittura di Martinelli accetta, e non da oggi, la sfida dantesca di tenere insieme ‘realtà’ politica e metafisica, cronaca e spiritualità. Le voci di questo ‘polittico’ sono un’unica voce che ne sa contenere innumerevoli: Ermanna Montanari è aria, fuoco, suono e materia.

L’autore e regista Marco Martinelli è stato anche protagonista nel pomeriggio di venerdì di un laboratorio-incontro per gli studenti “Nel nome di Dante. La non-Scuola” per raccontare in modo “vivo” come un grande autore del passato possa parlare ai ragazzi di oggi. Martinelli ha accompagnato i ragazzi nella lettura aggiornata ai nostri tempi di alcune pagine dantesche, che ben si possono sposare con le dinamiche sociali in cui i giovani si muovono tutti i giorni.

 

 

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