“L’HISTOIRE DU SOLDAT” PER L’OMAGGIO A PIER PAOLO PASOLINI, 2 NOVEMBRE ORE 20.45

PORDENONE CELEBRA IL 2 NOVEMBRE, 43 ANNI DOPO L’ASSASSINIO DI PASOLINI, CON IL DEBUTTO, LA SERA STESSA, DELL’EVENTO MUSICALE DI PRODUZIONE ALLESTITO DAL TEATRO VERDI ATTRAVERSO UN PROGETTO INEDITO

PORDENONE – “L’Histoire du soldat” di Stravinskij fu uno degli ultimi sogni cinematografici di Pier Paolo Pasolini e il Verdi di Pordenone omaggia il poeta friulano con un progetto insieme editoriale e musicale. Da una parte il libro di Roberto Calabretto edito da ETS, che racconta la genesi e gli appunti del poeta friulano per il progetto che rimase incompiuto e un evento musicale che rilegge la celeberrima partitura di Igor Stravinskij che tanto interesse aveva destato in Pasolini. Debutterà in prima nazionale venerdì 2 novembre alle 20.45 al Teatro Verdi di Pordenone –teatro che ne firma il progetto e la produzione musicale in collaborazione con Menoventi/E-production, L’Altauro, e con il sostegno di Friulovest Banca – un inedito “L’Histoire du soldat” nell’allestimento che vede all’esecuzione musicale l’Ensemble Zipangu diretto dal musicista pordenonese Fabio Sperandio (violino dell’Orchestra del Comunale di Bologna e fondatore dell’Ensemble) per la regia di Gianni Farina, che ha curato anche il libero adattamento del testo. Si esibiranno i musicisti Roberto Noferini violino, Fabio Quaranta contrabbasso, Luca Milani clarinetto, Giulia Ginestrini fagotto, Alberto Brini cornetta, Andrea Maccagnan trombone, Mirco Natalizi percussioni; in scena, i due attori friulani Consuelo Battiston e Roberto Pagura, oltre a Michela Facca e Giacomo Pontremoli. Sarà un allestimento multimediale, in cui si intrecceranno differenti linguaggi, quello della musica, del corpo e della parola recitata, ma anche quello visivo, in quanto saranno proiettate immagini dei video inediti registrati appositamente per lo spettacolo. La messa in scena è un libero adattamento del testo originale di Ramuz; pur non ricalcando fedelmente la bozza di sceneggiatura pasoliniana, è ambientata in quel Friuli caro a Pasolini, terra in cui sono state registrate alcune delle immagini.

«Questa produzione del Teatro Verdi nell’ambito del progetto Pasolini ancora una volta ha una dimensione non solo performativa ma anche editoriale, destinata a rimanere nel tempo» spiega Maurizio Baglini, pianista e Consulente artistico Musica/Danza del Teatro Verdi.

A 43 anni dall’assassinio di Pier Paolo Pasolini, il Teatro Verdi omaggia con un libro e un allestimento scenico il “sogno” cinematografico irrealizzato del poeta di Casarsa, ispirato alla fiaba del Soldato e del Diavolo musicata da Stravinskij nel 1918, su testo di Charles Ferdinand Ramuz. «“L’Histoire du Soldat”, nella volontà di Stravinskij, era uno spettacolo per teatro ambulante, con un organico di esecutori semplice e modesto e con un intreccio facile da comprendere – spiega Baglini – Pasolini, fra il 1973 e il ’74, pensò di trasferire la storia sul grande schermo: le bozze del lavoro contengono vari elementi caratteristici della sua poetica». Nell’ambito del “progetto Pier Paolo Pasolini” 2018 del Teatro Verdi, lo ha efficacemente raccontato il musicologo Roberto Calabretto attraverso il libro L’Histoire du Soldat di Pier Paolo Pasolini, terzo volume della collana avviata dal Teatro Verdi di Pordenone con Edizioni ETS, diretta da Maurizio Baglini e Giampietro Semeraro. Pasolini aveva espressamente pensato “L’Histoire du soldat” per l'attore e amico Ninetto Davoli, che lo ha più volte confermato: «L’ha scritta per me, per mettermi in guardia contro i pericoli della tv, del consumismo, del successo effimero». Attraverso una certosina indagine tra fonti pressoché inedite – dagli appunti custoditi al Gabinetto Viesseux di Firenze ad altri archivi pasoliniani – ha preso forma il libro, che rilegge il progetto di sceneggiatura de “L’Histoire” in rapporto al vasto corpus di testi pasoliniani di carattere musicale. «Nella sceneggiatura erano stati inseriti molti 'adagi’ belli e poetici a commento delle avventure del soldato protagonista – racconta Calabretto – Tanti i riferimenti sui rapporti fra Pasolini e la musica: una sua poesia dedicata al violino, i riferimenti alle frequentazioni con la violinista Pina Kalc negli anni di Casarsa, gli scritti sulla musica di Bach per violino e molto altro ancora. Identificando la televisione con il diavolo opera una trasposizione del lavoro di Stravinskij nell'Italia degli anni Sessanta».

 

I biglietti per assistere allo spettacolo sono ancora disponibili e acquistabili online oppure in Biglietteria, aperta dal lunedì al sabato dalle 16 alle 19, il sabato anche il mattino dalle 10 alle 12.30 (festivi esclusi). Per informazioni 0434.247624 e biglietteria@comunalegiuseppeverdi.it. In Biglietteria sarà possibile prenotarsi anche all’aperitivo pre-spettacolo che inzierà alle 19 al Caffè Drink e Smart Food Bar Licinio, al foyer del primo piano.

 

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