NEWS: "Medea" con Branciaroli per sostituire "Emilia" di Giulia Lazzarini

PORDENONE, Teatro Verdi – Franco Branciaroli è di nuovo protagonista della storica edizione di “MEDEA” diretta da Luca Ronconi nel 1996, riallestita da Daniele Salvo, selezionata dal Teatro Verdi in sostituzione di “Emilia” annullato per problemi di salute della protagonista, Giulia Lazzarini.

Pordenone, 20 novembre 2017

 

TEATRO VERDI PORDENONE –  BRANCIAROLI PROTAGONISTA DI “MEDEA” IN SCENA IL 5 E 6 DICEMBRE PER SOSTITUIRE “EMILIA” LE CUI RECITE SONO STATE ANNULLATE A CAUSA DI PROBLEMI DI SALUTE DI GIULIA LAZZARINI.

FRANCO BRANCIAROLI RIALLESTISCE UNO SPETTACOLO EVENTO, UNA DELLE PIETRE MILIARI DELLA STORIA REGISTICA ED INTERPRETATIVA DEL SECONDO NOVECENTO DEL TEATRO ITALIANO: LA MEDEA DIRETTA DA LUCA RONCONI, DI CUI FU PROTAGONISTA NEL 1996.

 

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PORDENONE, Teatro Verdi – Franco Branciaroli è di nuovo protagonista della storica edizione di “MEDEA” diretta da Luca Ronconi nel 1996, riallestita da Daniele Salvo, selezionata dal Teatro Verdi in sostituzione di “Emilia”  annullato per problemi di salute della protagonista, Giulia Lazzarini.

Omaggio al grande Maestro scomparso nel 2015 da uno degli artisti che ha lavorato con lui più a lungo e in maggiore vicinanza (basti ricordare spettacoli impressi nella memoria collettiva come La vita è sognoPrometeo incatenatoLolita), è un’occasione imperdibile di rivedere una delle pietre miliari della storia registica ed interpretativa del secondo Novecento.
È  lo spettacolo, che vide Branciaroli nei panni femminili di Medea, è una pietra miliare della storia del teatro nazionale.


Franco Branciaroli riallestisce uno spettacolo evento del teatro italiano: la Medea diretta da Luca Ronconi, di cui fu protagonista nel 1996. Una ripresa del lavoro del grande regista scomparso nel 2015, riportato sulle scene da uno degli artisti che ha lavorato con lui più a lungo e in maggiore vicinanza.

“Medea – leggiamo nelle note di regia di Ronconi – è il prototipo dell'eroina combattuta tra il rancore per il proprio uomo e l'amore per i figli, mentre le analisi sociologiche tendono a trasformare la principessa della Colchide in una sorta di precorritrice del movimento femminista. Atene si prepara infatti a diventare teatro per la devastante passione di Medea, una volta che quest'ultima abbia portato a termine a Corinto il proprio disegno di vendetta”. La protagonista tende dunque a presentarsi non tanto come una donna lacerata dall'amore o come una femminista ante litteram, quanto piuttosto come una 'minaccia', e per di più come una 'minaccia' che incombe imminente sul pubblico”.

“Io non interpreto una donna – spiega Branciaroli – sono nei panni di un uomo che recita una parte femminile, è molto diverso. Medea è un mito: rappresenta la ferocia della forza distruttrice. Rimettiamoci nei panni del pubblico greco: vedendo la tragedia, saprà che arriverà ad Atene una forza che si accanisce sulle nuove generazioni, i suoi figli”: ‘Medea dallo sguardo di toro’, come viene definita all'inizio. Lei è una smisurata, dotata di un potere sinistro. Che usa la femminilità come maschera, per commettere una serie mostruosa di delitti: non è un caso che la prima a cadere sia una donna, la regina, la nuova sposa di Giasone”.

 

 

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