I CONCERTI DELLE 18: Michele Campanella per Franz Liszt

“I concerti delle 18” (20 febbraio, ore 18) entrano nel vivo con un incontro-concerto tutto dedicato a Franz Liszt, con il grande pianista partenopeo Michele Campanella.

 

TEATRO VERDI PORDENONE

“I CONCERTI DELLE 18”

MICHELE CAMPANELLA

UNO DEI MAGGIORI INTERPRETI LISZTIANI A LIVELLO INTERNAZIONALE, PORTA AL VERDI IL ‘SUO’ LISZT.

 

MARTEDÌ 20 FEBBRAIO (ore 18)
IN PROGRAMMA LA VISIONARIA E SPETTACOLARE

SONATA IN SI MINORE

 

 

Ingresso (da Via Roma) con Biglietto a € 8,00, è prevista una speciale riduzione per gli abbonati Cartellone 2017/2018 con il biglietto a € 4,00, mentre è previsto l’ingresso gratuito per tutti gli Under 25.

Informazioni tel. 0434 247624

 

PORDENONE – “I concerti delle 18” - l’innovativo spazio musicale ideato dal Teatro Verdi per offrire al pubblico un ascolto profondo di musicisti diversi per età, esperienze e attività - entrano nel vivo con un incontro-concerto tutto dedicato a Franz Liszt. Martedì 20 febbraio (ore 18) il grande pianista partenopeo Michele Campanella salirà sul palcoscenico del Verdi per un appuntamento monografico con il grande compositore ungherese e la sua celebre Sonata in si minore, pagina visionaria e spettacolare, diventata ormai un classico nel repertorio del romanticismo musicale.

 “Napoletano di spirito, di famiglia, di scuola – dice di sé Campanella – per cinquant’anni ho cercato il Suono e ancora sono per strada. Ho molti autori ‘preferiti’ eppure mi definiscono ‘specialista’ di Franz Liszt. Non amo questa etichetta, ma stimo altamente l’uomo. Ecco una sua sentenza che potrei prendere in prestito: Tutto quello che si può fare è camminare diritto in tutta semplicità, senza tanto spiegare agli altri il come e il perché”.

Straordinario pianista e grande innovatore della musica ottocentesca, Franz Liszt (1811 – 1886), colto e cosmopolita creatore del poema sinfonico, nuovo genere musicale per orchestra che trae la sua ispirazione da motivi storici, pittorici, letterari o naturalistici, che affascinarono non solo il vasto pubblico ma anche Richard Strauss e Richard Wagner; sviluppò un linguaggio originale e nuovo, spesso venato di misticismo, che avrebbe portato a un superamento della musica romantica. Michele Campanella è uno degli interpreti lisztiani più noti a livello internazionale e al ‘suo’ compositore ha dedicato anni di studio e un libro: “Il mio Liszt” edito da Bompiani. Secondo Quirino Principe - critico musicale, musicologo, traduttore e saggista -  Premio Pordenone Musica del Teatro Verdi nel 2016, “l’autore ha letteralmente ‘nuotato’ in piena apnea nei segreti dell’arte lisztiana”.

Il suo sarà un percorso musicale e racconto biografico, sino alla definizione di una nuova immagine del compositore ungherese. Trionfante virtuoso e frequentatore dell'alta società, Liszt termina i suoi anni chiuso nella riservatezza dell'asceta e nella sperimentazione di nuovi linguaggi musicali. Una storia da riscoprire.

Campanella, accademico di Santa Cecilia, condurrà il pubblico alla scoperta del "caso" Liszt e al centro porrà la superba ‘Sonata in mi minore’, unica composizione di Liszt a riferirsi ad una forma classica, fu terminata il 2 febbraio 1853 e dedicata a Robert Schumann. È tra i massimi esiti di scrittura musicale da parte di Liszt che sosteneva di poter trarre dal proprio strumento “più che da una intera orchestra”.