“QUESTO È IL TEMPO IN CUI ATTENDO LA GRAZIA” Una biografia onirica e poetica di Pasolini attraverso le sue sceneggiature

MARTEDÌ 5 NOVEMBRE (ORE 20.30), IL TEATRO VERDI DI PORDENONE RINNOVA IL SUO ANNUALE OMAGGIO A PIER PAOLO PASOLINI CON UNO SPETTACOLO IN ESCLUSIVA,

Comunicato stampa

PORDENONE – Un nuovo appuntamento al Teatro Verdi di Pordenone nell’ambito della rassegna “Tra Letteratura e Teatro”, il percorso ideato dal Verdi, con la sua consulente artistica per la prosa Natalia Di Iorio, in collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge che si avvale della media partnership di Radio Rai3 e la fondamentale collaborazione di Fondazione Friuli. La rassegna si compone di quattro spettacoli che spaziano dalla rilettura di alcuni romanzi cult all’esplorazione della musicalità della poesia incarnate nel corpo degli attori.
Tra le produzioni originali appositamente commissionate dal Verdi, spicca “Questo è il tempo in cui attendo la grazia”, in programma martedì 5 novembre (ore 20.30), una biografia onirica e poetica di Pier Paolo Pasolini attraverso le sue sceneggiature, fortemente voluto dal Teatro Verdi e affidata a quattro giovani e affermati artisti - Gabriele Portoghese, interprete della pièce e drammaturgo insieme a Fabio Condemi, anche regista, con l’udinese Fabio Cherstich alla drammaturgia dell’immagine e Igor Renzetti per i filmati - proposto in esclusiva a Pordenone e realizzato in collaborazione con il Teatro di Roma e il Centro Studi Pasolini di Casarsa.

Il lavoro – che rinnova l’annuale omaggio che il Verdi dedica ogni inizio novembre al poeta - crea un simbolico collegamento tra i due luoghi che hanno segnato la sua esistenza, in un viaggio a ritroso in tre tappe: da Ostia, terra della sua tragica morte – in un doppio passaggio tra Idroscalo e il Teatro del Lido – per finire a Pordenone, in Friuli, la regione della sua infanzia passando per Roma (al Teatro India), protagonista indiscussa del suo immaginario poetico.
Uno spettacolo originale costruito a partire dalle sceneggiature di Pasolini, per riflettere sul tema del vedere noi stessi e la realtà. In un periodo nel quale la capacità di osservare le cose si è atrofizzata, è stato scelto un materiale letterario dove la capacità di 'guardare' raggiunge livelli di chiarezza e di bellezza letteraria.

«Si è lavorato a una biografia poetica di Pasolini attraverso le sue sceneggiature - spiega il regista Condemi - ripercorrendo i momenti segnanti della sua vita utilizzando come materiale d’indagine i suoi soggetti cinematografici e le sue sceneggiature: è stato questo, secondo noi, il modo più immediato per entrare nell'universo pasoliniano, nella sua officina poetica. Lo sguardo su un mondo (quello contadino e preindustriale) che sta scomparendo, le periferie come luoghi di disperata e ultima ricerca della “grazia”, le folgorazioni figurative dei pittori medievali e manieristi scoperti a Bologna con Roberto Longhi. Ci confronteremo dunque con questo materiale, non con il suo cinema (cioè il prodotto definitivo delle sceneggiature). Uno sguardo, il suo, sempre in continuo movimento, pieno di echi antichissimi. Uno sguardo che ci riguarda, sempre».
«Con il progetto “Tra letteratura e teatro” abbiamo avviato una sperimentazione inedita e importante, spiega il Presidente del Verdi Giovanni Lessio: collaborando a produzioni originali e realizzando lavori commissionati ad hoc, il Verdi percorre a tutti gli effetti una nuova vena produttiva, diventando una sorta di teatro di produzione multiprogettuale». «Il percorso “Tra Letteratura e Teatro” è l’esempio concreto di ciò che Pordenone riesce a creare quando percorre sinergie di intenti fra realtà culturali d’eccellenza del territorio», fa eco il presidente di Fondazione Pordenonelegge Giovanni Pavan - «istituzioni che privilegiano l’intreccio di comuni percorsi caratterizzanti, come per le iniziative già intraprese sulla poesia: rinnovare e consolidare questa partnership con il Verdi è un impegno per noi prezioso per la valorizzazione culturale della città».
«Una gran parte della scena italiana, negli ultimi tempi, sembra trarre sempre maggiore ispirazione dal rapporto tra letteratura e teatro, conclude Natalia Di Iorio: un’urgenza creativa a cui valeva la pena dare spazio e che è stata premiata già nella passata Stagione dalla risposta degli spettatori».

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