VENERDÌ 2 NOVEMBRE ALLE 20.45 L’HISTOIRE DU SOLDAT

Una breve dichiarazione del M° Fabio Sperandio

Una messa in scena che in filigrana porta il nome di Pier Paolo Pasolini, la sua poetica ma anche tutta la forza con cui il poeta regista e intellettuale casarsese combatteva il diabolico consumismo omologante. Eppure nella nuova produzione del Teatro Verdi di Pordenone “L’Histoire du Soldat” che debutterà venerdì 2 novembre alle 20.45, quella sceneggiatura a cui Pasolini stava lavorando prima della morte, arriverà in modo indiretto, come uno sguardo allo specchio. “Pier Paolo Pasolini fece un adattamento cinematografico dell’opera di Stravinskij. Nella nostra messa in scena abbiamo usato la traduzione di Gianni Farina, che ha fatto un lavoro di trasposizione molto fedele allo scritto originale, mantenendo la rima” racconta Fabio Sperandio, pordenonese, violino dell’orchestra del Comunale di Bologna, che per questo progetto torna nella sua città natale alla direzione dell’Ensemble Zipangu.

“Abbiamo voluto mantenere lo spirito pasoliniano, ma senza rimandi diretti alla sua sceneggiatura, senza riprendere i suoi monologhi, ma mantenendone quella forza in altri linguaggi. Abbiamo lavorato sull’interazione tra l’apparato video, la musica e la narrazione teatrale” prosegue Sperandio.

Per questa ragione le immagini proiettate “sono state registrate nel pordenonese, e anche in questo caso, non nei luoghi classici pasoliniani, ma nelle terre a lui care, nei Magredi, in una abitazione a Zoppola. La pronuncia degli attori in scena è spiccatamente pordenonese, così come i volti degli attori, sono visi rappresentativi della nostra terra. Abbiamo lavorato in modo indiretto, di rimando” racconta il musicista pordenonese che per la prima volta entra nel teatro cittadino da protagonista. “E’ una sensazione incredibile, c’è una dimensione molto familiare e straniante nel vedermi sui cartelloni pubblicitari in città. E non riguarda solo me ci saranno due attori friulani, in particolare una pordenonese che ormai vive in Emilia Romagna da molto, Consuelo Battiston” conclude Fabio Sperandio.

“L’Histoire du soldat” di Stravinskij fu l’ultimo sogno cinematografico di Pier Paolo Pasolini, intellettuale che il Verdi di Pordenone omaggia con questa nuova produzione che vede la collaborazione di Menoventi/E-production, L’Altauro. Un progetto che celebra il Pasolini friulano e che non a caso ha il sostegno di Friulovest Banca: “Pier Paolo Pasolini è un'indiscussa figura del nostro territorio, ha saputo raccontare delle visioni future. Sosteniamo questo progetto perché consapevoli che le riflessioni originate dal racconto di questo personaggio non può che arricchire il già prezioso tessuto culturale del Friuli Occidentale” spiega Lino Mian, presidente Friulovest. L’inedito “L’Histoire du soldat” nell’allestimento del Verdi vede all’esecuzione musicale l’Ensemble Zipangu (Roberto Noferini, Fabio Quaranta, Luca Milani, Giulia Ginestrini, Alberto Brini, Andrea Maccagnan, Mirco Natalizi) diretto da Fabio Sperandio per la regia di Gianni Farina, in scena i friulani Consuelo Battiston e Roberto Pagura, oltre a Michela Facca e Giacomo Pontremoli.